sabato 7 gennaio 2012

L'AGRA LEGGEREZZA INVERNALE (1)

Ovvero risotto all'arancio
Dopo le feste, le carni, le abbondanze, un piatto semplice e leggero.
L'avevo fatto alla vigilia dei senza famiglia, con un po' più di limone.
Le varianti agrumose sono infinite.
Il caso ieri è che ci siamo sentite con un exallieva dei corsi online (quello breve di primavera) una che viaggia per lavoro in tutti i posti (che noi riteniamo) scomodi del mondo. Fotografa benissimo, è piena di idee... insomma per caso eravamo libere e presenti una sera a Roma. Al volo!

Le cene al volo, le occasioni prese per la coda, sono tra le mie preferite. «Ho solo risotto all'arancio, da offrirti e del vino» ho detto, che la dispensa era praticamente vuota.
«Sono vegetariana!» ha risposto felice.
Questo è un piatto che dimostra che si può mangiare vegetariano e sano (azzo! questo è persino adatto a un vegano) ma buono.

RISOTTO ALL'ARANCIO


Ingredienti
x 2

• 2 tazzine da caffè di riso (abbondanti, direi 3)
• 3 arance non trattate
• se ce l'avete 1 mandarino
• sale
• pepe
• olio
• volendo erbette aromatiche poche

Procedimento

• stagliuzzare la buccia del mandarino (se lo avete) e grattugiare quella delle arance.
• spremere bene le arance

• mettere 3 cucchiai d'olio in pentola e anche la buccia di mandarino (o una parte di quella d'arancia) e il riso.
• tostare finché riso diventa trasparente.
• A questo punto portare a cottura (15 minuti circa) bagnando abbondantemente con succo d'arancia e acqua salata (e coprendo ogni volta).

• Alla fine rinfrescare l'aroma con la restante buccia d'arancia, spegnere, lasciar riposare e pepare un po'. poi servire.

Lo so, è quasi uguale a quella già detta, ma così la vedete meglio e c'è pure la scenetta disegnata (che si trova su caffeacolazione.tumblr.com).

Inoltre aggiungerò presto il dessert che continua questa "dieta"

Aggiunta in nota: Può succedere (leggete gg sotto, ma è capitato anche a me) che il risotto risulti agro e sgradevole, perciò consiglio di usare prima di tutto arance dolci, tarocchi buoni, e poi di moderare la quantità del succo, rispetto al brodo, magari assaggiando e sentento quanto d'agro sa...il sapore delicato di questo risotto è molto sensibile alla qualità delle arance, al loro profumo, più di quello al limone.

AAArgh! dimenticavo la lettura!
Bene, il tema sono i libri... dunque libri. Ma visto che questo risotto vi può lasciar distratte per pochi minuti (il tempo di mordere un pezzetto di formaggio, magari un pecorino accompagnato da una marmellata... e un bicchiere di vino) un libro da sfogliare, da consultare, un libro di immagini di libri.
un libro per noi lettrici (che pare siamo la maggioranza) ma anche i lettori, che sono una benemerita minoranza. A chi legge... anche su ipad. ;)

giovedì 5 gennaio 2012

PASTICCIO DI FESTA

L'epifania, lo so, tutte le feste si porta via...

ma per finire con stile eccovi il piatto del lusso, eppure semplice. Il piatto dovrebbe essere il Pasticcio di maccheroni alla ferrarese. Noi non s'aveva parenti di Ferrara (peccato, è una città così piacevole), eppure questo lo si preparava, non so se con origini più da parte di babbo o di mamma, che ognuno di loro aveva il suo spazio in cucina, soprattutto nelle feste e occasioni conviviali.

 Ma insomma eccolo:
IL PASTICCIO IN CROSTA

Ingredienti
(questa volta l'ho fatto per 20, dunque voi dimezzate e vedrete che non ve ne pentirete, è buono anche il giorno dopo)

• maccheroni rigati (qualità alta) 1 kg.
• 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
– per il ragù
• 1/2 chilo di carne di manzo
• 2 hg. carne di maiale
• 1 salsiccetta (facoltativa)
• un pochetto di funghi misti o champignon
• una busta grandina di porcini secchi
• olio q.b. ma senza eccedere (3 cucchiai?)
• 3 cucchiai di concentrato di pomodoro buono
• 2 carote
• 2 coste di sedano
• 1 cipolla
• un cucchiaino abbondante di 4 spezie (o almeno noce moscata, cannella, pepe e chiodi di garofano)
• vino rosso 1 bicchiere
– per la pastafrolla
• 1 chilo di farina
• 500 gr. di burro (sostituibili in piccola parte con ricotta)
• 80 gr di ricotta
• 300 gr di zucchero (potete scendere a 200, ma lo zucchero ci va!)
• 2 uova
• un bel pizzico di sale

Esecuzione

• Attenzione, il ragù qui si fa all'antica! basta ragù di carne trita che è invenzione pigra e asciutta! Fatevi tagliare la carne a tocchetti, poi con un coltello affilato la tagliate a fettine di 3 millimetri, poi a striscioline e infine a cubetti, di mezzo centimetro di lato, non di più! (se siete MOLTO pigri, fatene tritare una piccola parte).

• tagliate così anche la carota, il sedano e la cipolla.
• tagliare e mettere a mollo in acqua calda i funghi secchi

• tagliare grossolamente i funghi freschi

• in una bella pentola (meglio di coccio o ghisa, come la mia, altrimenti antiaderente) gettate le verdure con l'olio, la carme, anche la salsiccetta che avrete ben sbriciolata.


• salate poco e fate andare coperto per un po'.
• aggiungere tutti i funghi.
• dopo mezz'ora aggiungete il concentrato di pomodoro sciolto in pochissima acqua calda e le spezie (io ho le vere 4 spezie , che poi è una pianta sola, mi pare della Giamaica... comprate a Nizza dai giamaicani).

• tenete coperto, mescolando e controllando ogni tanto la cottura, per almeno 3 ore.  A metà cottura aggiungete il vino rosso. Se serve aggiungete una tazzina d'acqua e regolate di sale e pepe (e olio). Il ragù deve essere morbido, non brodoso ma non asciutto!
• Intanto preparate la frolla: sul piano mettete la farina a montagnola e anche lo zucchero e il sale, nel centro fate una fossa.
• aggiungete il burro freddo a piccoli pezzi e le due uova che romperete con la forchetta.
• impastate rapidamente, se mole aggiungete poca poca farina, se duro la ricotta, e al limite un cucchiaio d'acqua. Impastate finche tutto è amalgamato e liscio, ma non di più.
• fatene una palla che avvolgerete in un telo e in un sacchetto di plastica e metterete al fresco (o in frigo).
• dopo 20 minuti potete lavorare la pasta, se passa più tempo toglietela dal frigo un poco prima.
• In una pentola con molta acqua salata cuocete i maccheroni. Non troppo al dente, giusti, devono potersi schiacciare un po'...
• fateli raffreddare e conditeli con pochissimo olio.
• una volta freddi conditeli con il ragù tiepido, controllate che il ragù sia assai abbondante rispetto alla pasta, e che resti umido. Se gradite potete insaporire di parmigiano, ma è meglio di no.
• stendete i 2/3 della frolla in una sfoglia di circa mezzo centimetro di spessore (sottile, ma non troppo fine, sennò si rompe) e foderatene una pirofila unta di butto o una teglia da forno antiaderente (io non amo la carta forno e ne diffido, vedete voi).
• riempite di maccheroni conditi e solo in superficie insaporite di parmigiano.
• stendete il resto della pasta e con questo ricoprite il pasticcio e chiudete bene i bordi (non forarne la superficie).
• Infornate in forno ben caldo (senza bruciare sotto) per circa 20 minuti o poco più, dipende dal forno, ma la cottura è meglio che sia veloce.


• servire a tavola quando il pasticcio si sarà un poco intiepidito (ma ben caldo, diciamo 5 minuti dopo o poco più)
• Gustatevelo. Si accompagna solo con se stesso ed è piatto unico assieme a un bel piatto di verdure cotte o crude.
(si beve vino rosso, magari un Amarone, o un Ripasso)

Buona befana cari amici!


Ora vi spiego il disegno all'inizio, che nulla ha a che fare col piatto di cui parlavamo. In realtà è già tutto scritto là...
Per dire che la cucina è questione di sapori e amore, e non è detto che i ricordi migliori si abbinino ai piatti elaborati come questo, che per me ha sempre il sapore dell'affetto, della festa, delle persone che lo preparavano, oltre al suo sapore un poco "antico".
A volte una fetta di salame ha lo stesso valore.
Per la befana (che era una delle feste meno sentite a casa mia, per tradizione più legata a Santa Lucia o al Natale), c'era però l'uso di preparare il piatto alla povera vecchia. Mentre a Natale i regali ci arrivavano alla sera, e li aspettavamo in cucina, annunciati da un suono di campanella, dopo cena, la calza si trovava appesa colma al mattino alla cappa della cucina economica.
In quella grande cucina, sul tavolo coperto di cerata a quadretti, veniva steso un bel tovagliolo bianco o un canovaccio pulito (le tovagliette all'americana esistevano, ama ancora per pochi snob), un piatto con una fetta di salame o due, e un pezzo di formaggio, un bicchiere di vino rosso, un panino e le posate. Era la cena della Befana, che poteva fare una pausa riposante. Ma di fianco, in una fondina (il piatto da minestra) veniva messa della farina di mais gialla, per l'asino.
Al mattino trovavamo le bucce del salame e del formaggio, mezzo panino, un fondo di vino nel bicchiere e , nel piatto dell'asino, i segni dei suoi denti. Nulla è mai stato più magico, la presenza vera e assente. Erano le unghie di mio padre che li imitava, dopo essersi mangiato nottetempo salame e formaggio.

Ecco, questa volta potrei non vi indicarvi un libro, che il raccontino ve l'ho già detto io.
Eppure mentre il ragù cuoce c'è tempo per leggere, la pastafrolla si prepara in 10 minuti. E dunque sì, visto che parliamo di miracoli... leggetevi Stifter, qualsiasi cosa, ma cominciate magari con Cristallo di rocca, e poi siamo in inverno e ci sta bene.

Auguri, buona fine feste!

giovedì 29 dicembre 2011

LA FARAONA DEI DI' DI FESTA

La faraona è una di quelle bestie che ancora si possono mangiare, meno gonfie di OVNI e non compresse.
Da bambina ne ero golosa, ne sarei ancora a trovarla... l'ho trovata il giorno 26 dalla mia amica e illustratrice Marcella Brancaforte.
Quando le giornate sono  belle sono belle.
Il giorno 26 dicembre c'era il sole, faceva un freddino giusto da inverno e si andava da amici preziosi :)

Di Marcella vi rimando al suo sito non è però aggiornatissimo, uff! Fa cose belle e tante, tante di più di quelle che son lì...

Insomma sono andata con un amico da Marcella e famiglia, il marito ve lo faccio scoprire dopo... che è pure un mago dell'immagine!


Quello che di cuocer faraone e cose così tortura un po' è la cottura, il forno, il problema che non bruci... Questo è un metodo di quelle parti, Tuscania (vicino Viterbo), che Marcella l'ha imparato lì, dalle donne del paese (lei è invece siciliana, catanese... poi ha vissuto a Urbino, a Milano, a Roma...). 
Faraona 'a bujone, che ci cucinano pure il coniglio, il pollo e la cacciagione, lì a Tuscania... Era un modo di cuocere invernale, posando la padella sulla stufa: cottura lenta a calore moderato.
Marcella ha appena fatto un calendario e una mostra sui migranti. Bellissima. E un po' migrante lo è anche lei, che spostandosi nell'Italia ha imparato a diventare un po' di tutte le regioni, oltre alla sua, imparando non solo le ricette del luogo, ma lo stare. E di migranti poi era piena la Sicilia e l'Italia tutta, che non dovremmo dimenticarcene davanti a quelli immigrati qui ora.
FARAONA A BUJONE  (x 6 abbondante)


Ingredienti
• 1 bella faraona grossa, fatta a pezzi
• rosmarino
• salvia
• 1 bicchier di vino
• 1 filo d'oilio
• sale
• un cucchiaino di concentrato di pomodoro (nella versione mangiata il 26 non c'era, era finito, ma è buono uguale)


Esecuzione
• Lavare e asciugare i pezzi di faraona, poi salare.
e il piatto è decorato da Marcella, ovviamente...


• Mettere poi i pezzi di faraona un un tegame o una padella dai bordi alti con un filo d'olio e aggiungere rosmarino e salvia freschi.
• Mettere su a fuoco vivace, far rosolare.
come pure le piastrelle :)


• Dopo un po', quando la faraona sfrigola, aggiungere mezzo bicchiere di vino, e abbassare la fiamma.


• Coprire la padella col coperchio e far cuocere un poco.
• Aggiungere una tazza d'acqua con sciolto il concentrato di pomodoro (non indispensabile) e far cuocere piano e coperto anche 2 ore (almeno 1) a fuoco basso.


• servire con contorno di patate o verdura, come questi bei broccoli e cavoli lessati. A parte mettere il sughetto che resta nella padella (non l'ho fotografato, ma fidatevi: c'è).


Mentre la faraona "bujona" per conto suo, oltre a vedere disegni della cuoca andiamo a vedere i lavori del momentaneo "lavapiatti".... si entra in un antro magico, dove nascono statue e soldatini... vi faccio vedere solo due angolini, per questioni di "pricacy"... il resto immaginatelo.
la cosa che mi commuove di questa parete è che le chiavi sono uguali a quelle del mio portone a Venezia.


egli crea gli uomini (piccoli però)
Potete leggervi qualsiasi libro mentre la faraona cuoce, e questo è il bello anche di questo piatto. La casa è calda dell'inverno, voi vi sedete in poltrona e leggete. Magari questo: un bellissimo libro di documenti di guerra (la prima guerra mondiale), che attraverso i foglietti, i messaggi, i dispacci fa rivivere quello che accadeva in trincea... 


e un po' in trincea ci siamo tutti, anche oggi, ma quella era peggio, e l'hanno superata (chi non è morto).

martedì 27 dicembre 2011

CENINO (seconda parte)

Ricominciamo e finiamo di parlar di cenino... ma queste cose ve le potete utilizzare per il san silvestrino:

LASAGNE VEGETALI
ovvero
Cardi al forno

Ingredienti (sempre per 6 se è un contorno)

1 cardo grande e grosso
1 confezione passato di pomodoro (liscio)
2 spicchi d'aglio
1 pizzico d'erbe provenzali
1 pezzetto di sedano
4/5 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di pangrattato (non indispensabile)
4 alici (optional)
2 cucchiai d'olio
sale


Procedimento

• Pulire i cardi: si stacca ogni gambo e col coltellino, tagliandoli a pezzi di 3/7 cm. si "sfilano" coioè si eliminano i filamenti duri (come per il sedano, ma con più cura). Si gettano subito i pezzi in acqua acidulata con mezzo limone.


• Cambiare acqua in mettere 2 gocce di limone, un cucchiaio di farina (per aiutarli a stare morbidi), poco sale grosso e farli bollire.
• farli bollire. (sì la cosa è lunga e dipende dalla qualità del cardo o del gobbo, da 1 h. in su). Non devono essere molli, ma la forchetta deve entrarvi senza fare troppa resistenza.
• Nel frattempo in un pentolino antiaderente semi coperto (per evitare la cucina decorata di rosso) far sobbollire il pomodoro con mezzo cucchiaio di olio, poco sale, sedano e aromi.
• Alla fine dovrebbe essere tutto cotto. Prendete una pirofila e oliatene un poco il fondo (un cucchiaio basta). Stendete ben compatto uno strato di cardi (che avrete scolati bene). Poi sopra un poco di salsa e un poco di parmigiano (non esagerate, il cardo è un sapore delicato che non va distrutto dagli altri).

• Ancora cardi e ancora salsa e parmigiano e qualche pezzettino piccolo di alici. Poi un ultimo strato di cardi con poca salsa e parmigiano misto a pangrattato, più due gocce d'olio.

• Infornare a 180°/200° per 20 minuti circa, regolatevi a occhi, che tutto si compatti e asciughi, ma non si secchi. Se avete il grill gratinate un poco.
• Servire in tavola come contorno o come piatto solo, caldo o tiepido.

Varianti: potete negli strati interni mettere POCA ricotta o poca mozzarella sbriciolate.
Variante bianca: la mia mamma faceva i cardi con la besciamella. Questo permette di esaltare il sapore del cardo e di addolcirlo. Bisogna non esagerare nel quantitativo di besciamella. In cima dorare con parmigiano e fiocchetti di burro... se vi va...
I cardi si usano molto con bagnacauda e cibi insaporiti di alici (io le ho aggiunte in questo piatto), ma credo che se si esagera coi sapori forti il cardo, delicatissimo, si perda un po'.

e per finire, assieme al panettone e a noci e nocciole:

CREMA DI DATTERI

Ingredienti

1 confezione di datteri (o una bella fetta di pasta di datteri)
150 gr. di ricotta
1 cucchiaio di yogurt greco
1 cucchiaino scarso di cannella


Procedimento

• se non avete la pasta di datteri (da tagliare piccola, tritare e mettere in ammollo prima in acqua tiepida, poi nello yogurt) tagliate e snocciolate i datteri, e tritateli grossolanamente. Se sono quelli fresci ancora meglio.
• in una ciotola frullate il trito di datteri, la ricotta (da aggiungere poco alla volta), lo yogurt e la cannella.
• frullare finché la pasta sarà una crema omogenea.

• conservare in frigo e servire assieme a panettone o dolci secchi. Senza lo yogurt può diventare una buona farcitura per le noci (modello sandwich).

Buone Feste!
ecco la scena dopo che gli amici se ne sono andati :)

Ma che leggere in questi giorni?
Questi racconti vi porteranno freddo. Vi faranno capire che noi siamo in crisi, ma che ci sono stati tempi, e non così lontani, in cui c'era ben altra povertà.
Silvio D'Arzo è morto a 32 anni, e non ha avuto fortuna nemmeno in quei pochi, sebbene autori gli riconoscessero del genio.
Ma non lo consiglio per piangerci su, ma per fare attenzione alla lingua, alle parole e al senso della vita.
Se invece volete divertirvi e ridere senza sentirvi scemi, continuate don Barks :) Buona lettura!

domenica 25 dicembre 2011

IERI VIGILIA (CENINO dei SENZA FAMIGLIA)

Infine l'ho fatto... eravamo in 4, ma si poteva essere più, ma era bello così. Vigilia di Natale a parlare di politica, di economia, di sesso, di banche, a bere e a scambiarsi regali riciclati.

Ecco il menù:

Preludio

Sformati verdi di ricotta e broccoletti al profumo dell'orto
pesci affumicati (portati da ospiti)

Sinfonia

Risotto agli agrumi
Saltata di pesce e gamberi

Chiusura

Lasagne vegetali: Cardi al forno tricolori

Finale
Panettone
con crema di datteri
e noci e nocciole

Vini rossi


Prima parte

La spesa la si fa il mattino alle 8... luce e bellissima e mercato ancora vuoto (ma i negozianti stanno già preparando le sporte per i prenotati).

Sformati verdi di ricotta e broccoletti al profumo dell'orto

Ingredienti (x6)
• 200 gr. circa di Broccoletti (o cime di rapa o simili) già nettati
• 250 gr. di ricotta (di pecora è meglio)
• 2 uova
• 2 cucchiai di parmigiano
• due pizzichi di mentuccia secca.

Procedimento
• lessare molto bene i broccoletti in acqua salata non troppo abbondante (tenere poi da parte l'acqua, servirà per il risotto).
• Scolarli e strizzarli (anche il giorno prima).
• In una terrina mettere i due gialli d'uovo, i broccoli e la ricotta. Col frullatore a immersione frullare bene il tutto.

• aggiungere parmigiano e menta (se si vuole anche un po' di prezzemolo tritato e altre erbette a piacere).
• Mettere in frigo il composto, mentre nel frattempo battete le chiare a neve (non occorre sia molto ferma.

• Incorporare le chiare nel composto mescolando delicatamente.

• suddividere negli stampi (ungendoli se occorre).
• infornare a forno medio per circa 20 minuti. Controllare che il cuore sia asciutto. Lasciar intiepidire.
• Sformare e impiattare. Si può servire ornato di qualche goccia di crema di aceto balsamico.

Risotto agli agrumi

Ingredienti (x6)
• 6 tazzine da caffè di riso carnaroli (meglio abbondare un poco)
• 3 mandarini non trattati (non mandaranci)
• 2 limoni non trattati 8o 3)
• 1 arancia non trattata
• olio
• brodo vegetale (cipolla, sedano, carota, sale)

Procedimento
• preparare il brodo (ho utilizzato anche l'acqua dei broccoli, ma attenzione che non prevalga)
• Grattare la buccia di due limoni e di 1 arancia.
• Spremere 2 o 3 limoni e 3 mandarini.
• Tagliare finissima la buccia di due mandarini.

• Mettere 3 cucchiai d'olio nella pentola (ho usato quella di ghisa), aggiungere la buccia tritata dei mandarini e subito dopo il riso, che mescolando si fa tostare, finché non diventa traslucido.
• aggiungere mano a mano il brodo vegetale, continuando la cottura anche coperta.
• dopo 10 minuti, invece del brodo aggiungere il succo di limoni e mandarini.
• in genere il tempo del risotto è di 15, 17 minuti. Poco prima di spegnere aggiungere la buccia grattugiata di limone e arancia e un pizzico di pepe.
• Lasciar riposare coperto 2 minuti.
• Servire, da solo o accompagnato da ragù di pesce o da scampi o gamberi.

Pesce in padella

Ingredienti
•1 kg. di misto pesce  a tocchetti con molti gamberi e gamberoni...
• 2 spicchi d'aglio
• olio
• erbe di Provenza
• finocchiello selvatico o cime di finocchio
• sale e pepe
• mezzo bicchiere di vino bianco
• 1 cucchiaio scarso di salsa di pomodoro

Procedimento
• Mettere in una larga padella olio e aglio.
• Aggiungere il pesce (senza gamberi e gamberoni)
• salare e aggiungere pomodoro, erbe e cuocere col coperchio, aggiungendo una tazzina d'acqua se serve e mescolando di tanto in tanto.
• dopo 10 minuti almeno (fate a occhio) quando il pesce è quasi cotto, aggiungere gamberi (sgusciati), poi il vino e regolare di sale.

• Portare a fine cottura e aggiungere all'ultimo il finocchio.
• servire con il risotto, oppure con pane o patate lesse.


Nell'attesa della seconda parte leggetevi delle belle storie di Natale... Carl Barks ne ha fatte tante, ma la più bella è quella di Paperino e la scavatrice, dove si evince che generosità ed egoismo sfrenato possono confondersi facilmente... pensateci bene quando farete regali la prossima vota, e poi pensate che l'abbondanza, la grandezza, spesso sono solo proiezioni di desiderio e che sapremmo accontentarci di molto meno... il tutto ve lo dedico con allegria e vado a consumare i resti della cena :)
Buon Barks a tutti! ve lo dico con questa altra bellissima paginetta...

venerdì 23 dicembre 2011

DOMANI VIGILIA

E sì....
ora ho poco tempo per spiegarvelo... ma la vigilia si mangia di magro. Non era la mia vigilia quella delle spanciate, ma quella di cibi speciali, rari, ma spesso poveri.


Colazione con ... ehm ehm, cioccolata calda e BUSSOLAI (ciambelle poco dolci lievitate e all'olio, di magro)


A pranzo o BIGOI IN SALSA (domani sera li faccio e poi ve li mostrerò, ma senza i bigoi neri, che si comprano solo a Venezia... boh, provo a cercarli, ma non confondeteli con quelli di Bassano, che son grossi e più molli) oppure PANCOTTO (una delle ricette più povere della storia).
Poi qualche pezzo di pesce, alici, tonno...
Cena: boh, mi sa RISOTTO DI PESCE, antipasto di TARTINE bellissime e magari la GRANSEOLA se andava di stra-lusso, poi PESCE BOLLITO (dalle zie).
Infine il panettone è ovvio. E ovunque profumo di mandarini, e poi le noci e i datteri con la donnina sulle punte.


Vi racconto solo il:
PANCOTTO o PANBUGIO (panbollito).

Ingredienti

• Pane secco (meglio sarebbe il toscano o contadino, noi non lo usavamo)
• brodo vegetale o acqua
• aglio 2 spicchi
• 3 foglie d'alloro
• olio buono
• sale

Preparazione


• Tagliare il pane secco a tocchi
• preparare del brodo con sale cipolla, carota, sedano ecc... togliere poi le verdure
• bagnare il pane col brodo o con l'acqua, fino a coprirlo, aggiungere aglio e foglie di alloro, incoperchiare e mettere a bollire lento. Almeno 1 ora. Mescolando ogni tanto.
• lasciar riposare un poco, mescolare e controllare che il pane sia ben cotto e morbido.
• servire nei piatti fondi e condire con l'olio crudo (e volendo del pepe o persino parmigiano)

Un cibo bianco e da vigilia, che in certi periodi amavo molto e in altri mi nauseava, da bambina...

Buona viglia e buon Bianco Natale a tutti!