Eccomi a provare che a mangiar leggero si può mangiar bene... allora perché non dimagrisco? perché mangio fuori e bevo vino ufff, cenassi sempre come ieri sera...
CENA DI PESCE VOLANTE
(nel senso che poi volate leggeri come nuvole)
nuvole? nuvolette? fumetti?
Io oggi mi sento vari chili in meno perchè:
1) ieri ho cenato leggero
2) indosso un vestitnoo che mi "sfina"
3) ieri per caso ho scoperto una bella cosa: il mio tlog caffèacolazione è stato messo in IoDonna (web) tra i 10 blog di e sul fumetto più belli del mondo!!! Vengo dopo Brétecher e Sfar e prima di Peters!!! Gulp... poteri mangiare aria e sentirmi satolla. Gongolo. Anche se so che è un'esagerazione mettermi in una top10 mondiale, son contenta lo stesso (e ringrazio Alessandro Trevisani cui dedico questa ricettina essendo che si dichiara cucinatore, nel suo profilo! :D) e condivido...
... condivido la mia ricetta preferita, ve la passo in versione light, come si dice, ma anche la versione normale non è pesa (e sarà tra parentesi).
ANTIPASTO
Insalata di mare all'arancio
x2
• Insalata di mare quanto basta (dal pescivendolo, non al super...), se volete farvela da voi sbollentate separatamente e con tempi diversi: gamberetti, polipetti minuscoli, calamaretti e potete aggiungere un pezzetto di nasello, volendo.
• 6 pomodorini rossi e saporiti
• sedano mezza gamba tenera
• basilico
• 1 arancio non trattato
condimenti soliti
Pomodorini tagliati piccoli, grattugiate un po' di buccia dell'arancio (mezzo frutto), poi l'arancio si divide a metà, col coltellino da ogni mezzo spicchio estrarre la polpa (seghettando) in modo da non avere pellicine. Tagliuzzare il sedano togliendo prima le fibre.
• mescolare al pesce bollito e scolato.
• Condire con il succo dell'arancio che cola dalle due metà spolpate. Poco olio, poco pepe, basilico.
• Mescolare e lasciar riposare pochi minuti
CALAMARI RIPIENI DI VERDE
(questa è la versione leggera e anche veloce, a fianco aggiungerò tra parentesi le varianti meno volanti)
20/25 minuti
facile
x 2
• 2 o 4 calamari non piccoli, puliti (o puliteli voi, non è difficile)
• un paio d'etti di verdura, a scelta cicorietta giovine o bieta o altro di simile.
• prezzemolo
• un pizzico di menta secca o fogli di menta fresca
• uno spicchio d'aglio (meglio fresco)
• sale e pepe
(• pangrattato 1 cucchiaio
• formaggio grattugiato 1 cucchiaio)
ISTRUZIONI
• Bollire la verdura in poca acqua leggermente salata
• Togliere le zampette dei calamari e tritarle grosse con il coltello
• Tritare prezzemolo, menta e strizzare aglio
• scolare la verdura quando è abbastanza cotta (da 5 minuti a 15 a seconda del tempo che avete e del tipo di verdura) e strizzarla un po'
• Tritarla col coltello e unirla a prezzemolo e aglio (pangrattato e formaggio)
• riempire con l'impasto i calamari, ben pieni ma senza esagerare nel pressare, e chiuderli con uno stuzzicadenti.
• mettere a cuocere i calamari nell'acqua della verdura, che li copra, per 10 minuti almeno. Dipende dalla durezza dei calamari... tastate con la forchetta. Se li fate cuocere più a lungo e consumare il liquido acquistano sapore.
• mangiarli caldi o tiepidi. Affettati sono carini. E buoni. Difficile che non piacciano, e per pesciofagi refrattari alle verdure (vedi figli o viziatini) abbondando un pochetto di formaggio se la mangiano ;)
Credo che in tute queste ricette le variabili poi vadano a personam, sì menta, no aglio, cottura lunga, due pomodori rotti nel sugo... ognuno, da che mondo è mondo, ha contribuito a fare l'evoluzione della cucina e delle ricette :)
E le mescolanze vanno sempre bene, anche quando sono difficili e poi non arrivano alla fine, ma fanno bene e aggiungono aromi alla vita.
Così il libro che vi consiglio l'avevo snobbato per un po', invece, nel difficile genere dell'autobiografia "mi è successo qualcosa di difficile" se la cava con agilità, con tenera eleganza e poi è scritto da un padre e da una figlia (ma parla di amore inserimenti e matrimoni): Sofie e Abou (Rizzoli Lizard ) di Judith Vanisteandel
e già che ci siete e in tema di cena, perché non rivedersi Indovina chi viene a cena ?
Bene, tra poco vado a cucinare per una bella terrazzata! Ci sentiamo... che devo cucinare una ricetta di Massimiliano De Giovanni , ma dovrò variarla essendo aumentate le persone :P
domenica 24 luglio 2011
domenica 17 luglio 2011
CENA DA DIETA
Non è la prova costume, anche se pure la nudità da mare serve a non nascondersi.
È che sono ingrassata, da immobilità, da età, il cibo cala e chili crescono... mah
Non è poi per quello.
Arriva a cena ospite a super-dieta, giusta, necessaria, utile per tutto.
E poi per una volta sfidarsi a mangiar bene di salute, ma proprio stra-bene!
Perché lo dice Alice: se mangi qualcosa che su ha scritto veleno...
Ecco, la sfida è mangiare cose buone che non sono veleno :)
Il cibo ha molta importanza nella nostra vita, forse più di quanta dovrebbe? Non lo so, è sostentamento, salute, gusto, piacere...
prima di darvi la ricettina ancora un'Alice e i suoi pareri personali sui sapori. Personalmente non amo gli zuccheri, ma la dolcezza conta nelle cose, anche se è calorica :D
Allora l'ospite aveva queste regole:
può mangiare solo pollo e carne magra (o pesce, ma io ieri ero al mare, e il pescivendolo chi lo poteva trovare? Al massimo pescavo direttamente, ma allora era digiuno!), grigliata o bollita.
Verdura idem
e 2 cucchiaini d'olio a crudo (meglio a crudo non per la dieta da peso ma perché, mi insegna, cotto è colesterolo cattivo... sebbene 2 cucchiaini per quanto carogna possa essere sto colesterolo...).
Allora, dico io, pollo alla griglia o bollito sarebbe buono assai se non fosse quello del super e di allevamento che è meglio non pensarci...
Idea.
cottura nel pomodoro.
Dunque eccolo:
Spezzatino di Pollo alla Norma snella.
tempo 15 '
difficoltà 0
INGREDIENTI
per 2/3 persone
• 4 hg. di polpa pollo o tacchino (anche meno)
• 1 barattolino piccolo (1 bicchiere) di passata di pomodoro
• 2 melanzanette tonde ( o lunghe anche)
• 2 spicchi d'aglio (ho usato quello fresco che è più delicato)
• 1 gamba di sedano (meglio bianco)
• mentuccia, erba cipollina e aromi vari a scelta q.b.
• sale
• poco pepe
optional anche della cipolla
PROCEDIMENTO
•Tagliare a dadetti piccoli le melanzane.
• buttarle in acqua salata bollente (cottura 5 minuti)
• nel frattempo tagliare a dadetti piccoli il tacchino o pollo, togliendo pelle o nervi ecc.
• tagliare altresì il sedano, pulito e liberato dai fili duri, e l'aglio sminuzzarlo fine.
• in una pentola antiaderente versare il pomodoro, sedano, aglio, carne, aromi, e salare. Far cuocere a fuoco vivo, coperto (nella foto troppa salsa).
• aggiungere le melanzane, scolate, ma senza strizzarle troppo.
• Far cuocere altri 5 o 10 minuti, anche aperto e mescolando.
• Spegnere, aggiustare di sale, pepe e servire (e qui aggiungete l'olio a crudo e il colesterolo buono e gentile)
Se poi avanza sugo e qualche rimasuglio, perché, come me, avete messo troppo pomodoro, ci potrete condire o riso o pasta o kamut o quel che vi pare :)
Io di antipasto ho servito dei buoni gamberetti in salamoia (acqua e sale) con polpa di pompelmo (senza la pelle) e pepe.
bene, questa mattina mi sono pesata.... nemmeno 1 hg. di meno ;)
Per una cena così dovreste leggervi L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera, ma invece al mercatino estivo di San Lorenzo, sotto casa mia, ho trovato Gli amori ridicoli, sempre di Kundera, così lo rileggerò, intanto l'ho prestato all'ospite. I racconti sono dietetici di per sé, no? ma uno solo non mi basta mai!
eccovi due suoi aforismi che stanno bene assieme e stanno bene di questi tempi
La lotta contro il potere è la lotta della memoria contro la dimenticanza.
e
L'unica ragione per la quale la gente vuole dominare il futuro è cambiare il passato
È che sono ingrassata, da immobilità, da età, il cibo cala e chili crescono... mah
Non è poi per quello.
Arriva a cena ospite a super-dieta, giusta, necessaria, utile per tutto.
E poi per una volta sfidarsi a mangiar bene di salute, ma proprio stra-bene!
Perché lo dice Alice: se mangi qualcosa che su ha scritto veleno...
Ecco, la sfida è mangiare cose buone che non sono veleno :)
Il cibo ha molta importanza nella nostra vita, forse più di quanta dovrebbe? Non lo so, è sostentamento, salute, gusto, piacere...
prima di darvi la ricettina ancora un'Alice e i suoi pareri personali sui sapori. Personalmente non amo gli zuccheri, ma la dolcezza conta nelle cose, anche se è calorica :D
Allora l'ospite aveva queste regole:
può mangiare solo pollo e carne magra (o pesce, ma io ieri ero al mare, e il pescivendolo chi lo poteva trovare? Al massimo pescavo direttamente, ma allora era digiuno!), grigliata o bollita.
Verdura idem
e 2 cucchiaini d'olio a crudo (meglio a crudo non per la dieta da peso ma perché, mi insegna, cotto è colesterolo cattivo... sebbene 2 cucchiaini per quanto carogna possa essere sto colesterolo...).
Allora, dico io, pollo alla griglia o bollito sarebbe buono assai se non fosse quello del super e di allevamento che è meglio non pensarci...
Idea.
cottura nel pomodoro.
Dunque eccolo:
Spezzatino di Pollo alla Norma snella.
tempo 15 '
difficoltà 0
INGREDIENTI
per 2/3 persone
• 4 hg. di polpa pollo o tacchino (anche meno)
• 1 barattolino piccolo (1 bicchiere) di passata di pomodoro
• 2 melanzanette tonde ( o lunghe anche)
• 2 spicchi d'aglio (ho usato quello fresco che è più delicato)
• 1 gamba di sedano (meglio bianco)
• mentuccia, erba cipollina e aromi vari a scelta q.b.
• sale
• poco pepe
optional anche della cipolla
PROCEDIMENTO
•Tagliare a dadetti piccoli le melanzane.
• buttarle in acqua salata bollente (cottura 5 minuti)
• nel frattempo tagliare a dadetti piccoli il tacchino o pollo, togliendo pelle o nervi ecc.
• tagliare altresì il sedano, pulito e liberato dai fili duri, e l'aglio sminuzzarlo fine.
• in una pentola antiaderente versare il pomodoro, sedano, aglio, carne, aromi, e salare. Far cuocere a fuoco vivo, coperto (nella foto troppa salsa).
• aggiungere le melanzane, scolate, ma senza strizzarle troppo.
• Far cuocere altri 5 o 10 minuti, anche aperto e mescolando.
• Spegnere, aggiustare di sale, pepe e servire (e qui aggiungete l'olio a crudo e il colesterolo buono e gentile)
Se poi avanza sugo e qualche rimasuglio, perché, come me, avete messo troppo pomodoro, ci potrete condire o riso o pasta o kamut o quel che vi pare :)
Io di antipasto ho servito dei buoni gamberetti in salamoia (acqua e sale) con polpa di pompelmo (senza la pelle) e pepe.
bene, questa mattina mi sono pesata.... nemmeno 1 hg. di meno ;)
Per una cena così dovreste leggervi L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera, ma invece al mercatino estivo di San Lorenzo, sotto casa mia, ho trovato Gli amori ridicoli, sempre di Kundera, così lo rileggerò, intanto l'ho prestato all'ospite. I racconti sono dietetici di per sé, no? ma uno solo non mi basta mai!
eccovi due suoi aforismi che stanno bene assieme e stanno bene di questi tempi
La lotta contro il potere è la lotta della memoria contro la dimenticanza.
e
L'unica ragione per la quale la gente vuole dominare il futuro è cambiare il passato
domenica 10 luglio 2011
CENA D'ESTATE
Estate, abbiamo bisogno di cibi che ci tolgano il calore della giornata, quest cena può essere anche un pranzo, persino dietetico, ma fresco sopra ogni cosa.
La mia amica Paola Parazzoli (in privato bravissima cuoca, che prepara cose davvero sfiziose e ben studiate) che lavora alla Rizzoli-Fabbri scrisse per La Cocinella un libro "Cuochi senza fuochi": un libro per bambini (illustrato dalla brava Nella Bosnia, ma di ricette per bambini ne riparleremo...), in cui si cucinava senza cuocere.
I crudisti mi infastidiscono, le regole pure, ma le cose crude hanno un loro fascino selvatico e trasformarle, senza l'uso del fuoco, in manicaretti mi pare una cosa bellissima.
D'altra parte l'uovo sbattuto (semi-zabaione) altro non è che un antenato simpatico dell'odiosa cucina molecolare... lo so questo è un mio a priori, non avendola mai assaggiata, ma mi sembra una montatura in tutti i sensi (ihih).
Sto divagando come al solito, ma è che finalmente fa più fresco e ci si rilassa, la giornata è iniziata con gli occhi aperti alle 6 e l'elenco dei doveri... ci vuole una cenetta simpatica per riaversi da tutto, ma ecco, non sarà quella che vi propongo ora.
2 piatti siore e siori, 2 piatti un unico post...
Insalata di Arance e Finocchi (non son verdure di stagione, ma ci stanno bene in sapore)
Tonno alla non mi ricordo (rubato a un buon ristorante, da Gabriele, a Roma)
INSATA DI ARANCE E FINOCCHI
è un classico del sud, lo so, niente di originale, ma riscopriamolo...
INGREDIENTI
x 4
• Arance succose 3 o 4, meglio se non trattate
• Finocchi: 1 se grandino, sennò un po' di più
• alici sott'olio (4 a testa, cioè 8 filetti)
• volendo olive nere
• pochissima menta secca
• sale
• Pepe
• olio
PROCEDIMENTO
• Sbucciare bene le arance, togliendo il più possibile la parte bianca.
• Tagliarle a metà e poi a fettine sottili (2 mm)
• Lavare bene il finocchio, tagliarlo a metà e tagliarlo a fettine sottilissime, quasi a velo. mettere da parte le cimette verdi.
• Disporre su un piatto piano un po' finocchio, un pizzico di sale, poi ricoprire il piatto delle fette di arancia, infine ancora di finocchio.
• Cospargere con le cimette verdi del finocchio tritate, la buccia di arancio grattugiata, la menta secca (davvero pochissima), una spruzzata di pepe e due gocce d'olio.
• Aggiungere le alici (e le olive, nel caso), disposte sopra a filetti. Se si aggirano vegetariani fate come me, mettetele attorno, che non tocchino, ognuno le potrà scegliere.
Servire fresco.
TONNO ALLA NON MI RICORDO
INGREDIENTI
(misure a occhio, signori miei, ma tutto deve equivalersi, tranne il tonno prevalere e i pomodorini nascondersi)
Tagliare a dadetti:
• Tonno fresco crudo (informatevi bene sulla qualità ovviamente, comunque secondo me lo potete fare anche con altro pesce gustoso), che laverete nell'acqua e limone, ma senza soffermarvi.
• patate lesse
• fagiolini lessi
• sedano
• pomodorini pachino o similari
• carote crude (tagliate più minute)
• qualche fettina di rapanello.
• una foglia di basilico
PROCEDIMENTO
Mescolare e condire con poco olio, pochissimo sale, un pizzico di pepe. Versare in uno stampino cilindrico o tondo (anche una tazza), comprimere bene e lasciar riposare due minuti in fresco, infine poi rovesciare e servire ornando col basilico e con una buccia di limone.
Dolce e delicato.
Cena (composta da due ricchi antipasti, in realtà) adatta a corteggiamenti, a sesso, a diete, all'eccesso di caldo, alla voglia di far veloci, all'assenza di gas. Se proprio temete il crudo potete scottare il tonno appena appena.
Che libro? Ma per questa volta vi consiglio il mio... caffè a colazione (un caffè ci vuole sempre), adatto da sfogliare mentre l'ospite aspetta che portiate in tavola il cibo, sarete così veloci, tutto è già pronto... direi che intanto che impiattate sorseggia un Traminer freddo e sgranocchia un grissino integrale, ma ecco, voi state già arrivando con i piatti!
La mia amica Paola Parazzoli (in privato bravissima cuoca, che prepara cose davvero sfiziose e ben studiate) che lavora alla Rizzoli-Fabbri scrisse per La Cocinella un libro "Cuochi senza fuochi": un libro per bambini (illustrato dalla brava Nella Bosnia, ma di ricette per bambini ne riparleremo...), in cui si cucinava senza cuocere.
I crudisti mi infastidiscono, le regole pure, ma le cose crude hanno un loro fascino selvatico e trasformarle, senza l'uso del fuoco, in manicaretti mi pare una cosa bellissima.
D'altra parte l'uovo sbattuto (semi-zabaione) altro non è che un antenato simpatico dell'odiosa cucina molecolare... lo so questo è un mio a priori, non avendola mai assaggiata, ma mi sembra una montatura in tutti i sensi (ihih).
Sto divagando come al solito, ma è che finalmente fa più fresco e ci si rilassa, la giornata è iniziata con gli occhi aperti alle 6 e l'elenco dei doveri... ci vuole una cenetta simpatica per riaversi da tutto, ma ecco, non sarà quella che vi propongo ora.
2 piatti siore e siori, 2 piatti un unico post...
Insalata di Arance e Finocchi (non son verdure di stagione, ma ci stanno bene in sapore)
Tonno alla non mi ricordo (rubato a un buon ristorante, da Gabriele, a Roma)
INSATA DI ARANCE E FINOCCHI
è un classico del sud, lo so, niente di originale, ma riscopriamolo...
INGREDIENTI
x 4
• Arance succose 3 o 4, meglio se non trattate
• Finocchi: 1 se grandino, sennò un po' di più
• alici sott'olio (4 a testa, cioè 8 filetti)
• volendo olive nere
• pochissima menta secca
• sale
• Pepe
• olio
PROCEDIMENTO
• Sbucciare bene le arance, togliendo il più possibile la parte bianca.
• Tagliarle a metà e poi a fettine sottili (2 mm)
• Lavare bene il finocchio, tagliarlo a metà e tagliarlo a fettine sottilissime, quasi a velo. mettere da parte le cimette verdi.
• Disporre su un piatto piano un po' finocchio, un pizzico di sale, poi ricoprire il piatto delle fette di arancia, infine ancora di finocchio.
• Cospargere con le cimette verdi del finocchio tritate, la buccia di arancio grattugiata, la menta secca (davvero pochissima), una spruzzata di pepe e due gocce d'olio.
• Aggiungere le alici (e le olive, nel caso), disposte sopra a filetti. Se si aggirano vegetariani fate come me, mettetele attorno, che non tocchino, ognuno le potrà scegliere.
Servire fresco.
TONNO ALLA NON MI RICORDO
INGREDIENTI
(misure a occhio, signori miei, ma tutto deve equivalersi, tranne il tonno prevalere e i pomodorini nascondersi)
Tagliare a dadetti:
• Tonno fresco crudo (informatevi bene sulla qualità ovviamente, comunque secondo me lo potete fare anche con altro pesce gustoso), che laverete nell'acqua e limone, ma senza soffermarvi.
• patate lesse
• fagiolini lessi
• sedano
• pomodorini pachino o similari
• carote crude (tagliate più minute)
• qualche fettina di rapanello.
• una foglia di basilico
PROCEDIMENTO
Mescolare e condire con poco olio, pochissimo sale, un pizzico di pepe. Versare in uno stampino cilindrico o tondo (anche una tazza), comprimere bene e lasciar riposare due minuti in fresco, infine poi rovesciare e servire ornando col basilico e con una buccia di limone.
Dolce e delicato.
Cena (composta da due ricchi antipasti, in realtà) adatta a corteggiamenti, a sesso, a diete, all'eccesso di caldo, alla voglia di far veloci, all'assenza di gas. Se proprio temete il crudo potete scottare il tonno appena appena.
Che libro? Ma per questa volta vi consiglio il mio... caffè a colazione (un caffè ci vuole sempre), adatto da sfogliare mentre l'ospite aspetta che portiate in tavola il cibo, sarete così veloci, tutto è già pronto... direi che intanto che impiattate sorseggia un Traminer freddo e sgranocchia un grissino integrale, ma ecco, voi state già arrivando con i piatti!
Etichette:
antipasto,
contorno,
pesce,
vegetariano
giovedì 30 giugno 2011
COSA MANGIAMO NEL MONDO? (curry veloce)
Qua dicono che la preferita è la pasta...
ma è un discorso falsato, guardate bene. La pasta e la pizza si sono diffuse, ma il riso copre Asia, Sudamerica, Africa e anche un po' l'Europa (la Spagna, la Grecia, l'Italia del nord e non solo.. ci scordiamo la tajedda barese?)
Io poi ho difficoltà a dire che cosa preferisco, mi fermo, poi elenco cose... pesce? ma quale... e il fegato alla veneziana? i risotti li adoro! le polpette non parliamone, i dolci non sono mai tra i preferiti, né i salumi...
Un piatto che mi piace fare veloce quando non ho tempo è il curry. E anche il curry è una spezia che si è diffusa nel mondo!
il curry ha almeno 20 varianti base, ma questa è tra quelle semplici e fattibili d'urgenza quando arriva un ospite o per fare una terrazzata estiva, una cena improvvisata, di quelle che conta l'amicizia e le chiacchiere, ma che non si vuol mangiare male comunque.
Ricetta facile per tutti (tranne i vegetariani, ovvio).
sul curry vi racconterò di più da un bel libro molto esauriente e curioso, per ora accontentatevi di questa versione, sempre imparata lì, e che ha il vantaggio della semplicità.
POLLO AL CURRY
(tempo di preparazione e cottura... 20 minuti, serve una padella e poco più)
INGREDIENTI
x 4
• Petto di pollo (o di tacchino, e ancor meglio sovracoscia) 6 o 7 hg.
• Curry un bel cucchiaio da minestra colmo (o + se piace)
• un pizzico di aromi diversi (garam masala o altro di simile)
• cipollotti (1 o meglio 2 a seconda della misura)
• Cocco grattugiato 3 cucchiai
• latte di cocco (1 bicchiere circa) o latte normale
• burro 1 noce
• olio pochissimo
• sale un pizzico grande
queste sono indicazioni generiche, ci vuole il vostro occhio per regolare e fare che non sia asciutto.
se non volete burro usate solo olio e viceversa :)
PROCEDIMENTO
• Tagliate fine la cipolla, quasi trita e tagliate il pollo o il tacchino a pezzetti di misura simile.
• Mescolare nella padella cipolla, cocco, curry e burro, con un poco di latte di cocco, facendone una specie di palla che si fonde assieme.
• Aggiungere il pollo o il tacchino tagliato e far insaporire bene, cuocendolo in superficie da ogni lato.
• Aggiungere sale, latte e un poco d'olio e coprire.
• Mescolare ogni tanto e verificare che resti morbido. Io a volte ci spruzzo del limone, ma è una variante osé.
• dopo 10 minuti è cotto, lasciar riposare, regolare di sale e di spezie.
servire caldo ma anche tiepido o freddo, con pane arabo o meglio con riso.
Attenzione che il curry sia buono, compratelo nei negozietti indiani che restano aperti anche la notte... magari mescolatene due tipi...
regge pure una variante mista gamberi e pollo, se siete fighi!
Ecco, aggiungo visto che me l'ero scordato nella corsa...
che leggere? in realtà essendo il piatto veloce e la serata in compagnia c'è poco da leggere, dopo, complice il vino, si va a dormire.
Inoltre ho letto dei racconti contemporanei indiani ma non me li ritrovo né a memoria né su anobi.
Ma racconti ci vogliono, brevi, da avvolgere in bocca in una foglia di curry e masticare. Poi il racconto breve lascia a volte il sapore lungo, come il curry, allora è buono.
Intanto vi dico questo perché Giovanni Ballati è un po' amico di internet ormai, e ha pubblicato sui ComicsWeb (anche sull'ultimo qui).
Altrimenti le Rose d'India (come quelle del Giappone ecc ecc) sono sempre interessanti, autrici presentate per Paese.
Ma mi è caro Kipling, la sua Jungla, Mowgli e Kim di cui leggevo soprattutto l'inizio, quel ragazzino a cavalcioni del cannone, che scostava le sacre vacche a calci.
E siccome ci sono i racconti indiani di Kipling ecco, quelli.
e così vi metto anche questa immagine dal blog caffè a colazione, con gli eroi delle nostre letture e Mowgli nudo e primo fra tutti (assieme a Kaa).
E allora anche un consiglio, il ragazzo selvaggio di Truffaut , un mowgli europeo, senza curry :)
Perché siamo dei selvaggi, e ci educhiamo per tutta una vita a scoprire altri mondi e civiltà... anche con il curry.
PS ma sui gusti e i piatti preferiti non mi dite niente?
ma è un discorso falsato, guardate bene. La pasta e la pizza si sono diffuse, ma il riso copre Asia, Sudamerica, Africa e anche un po' l'Europa (la Spagna, la Grecia, l'Italia del nord e non solo.. ci scordiamo la tajedda barese?)
Io poi ho difficoltà a dire che cosa preferisco, mi fermo, poi elenco cose... pesce? ma quale... e il fegato alla veneziana? i risotti li adoro! le polpette non parliamone, i dolci non sono mai tra i preferiti, né i salumi...
Un piatto che mi piace fare veloce quando non ho tempo è il curry. E anche il curry è una spezia che si è diffusa nel mondo!
il curry ha almeno 20 varianti base, ma questa è tra quelle semplici e fattibili d'urgenza quando arriva un ospite o per fare una terrazzata estiva, una cena improvvisata, di quelle che conta l'amicizia e le chiacchiere, ma che non si vuol mangiare male comunque.
Ricetta facile per tutti (tranne i vegetariani, ovvio).
sul curry vi racconterò di più da un bel libro molto esauriente e curioso, per ora accontentatevi di questa versione, sempre imparata lì, e che ha il vantaggio della semplicità.
POLLO AL CURRY
(tempo di preparazione e cottura... 20 minuti, serve una padella e poco più)
INGREDIENTI
x 4
• Petto di pollo (o di tacchino, e ancor meglio sovracoscia) 6 o 7 hg.
• Curry un bel cucchiaio da minestra colmo (o + se piace)
• un pizzico di aromi diversi (garam masala o altro di simile)
• cipollotti (1 o meglio 2 a seconda della misura)
• Cocco grattugiato 3 cucchiai
• latte di cocco (1 bicchiere circa) o latte normale
• burro 1 noce
• olio pochissimo
• sale un pizzico grande
queste sono indicazioni generiche, ci vuole il vostro occhio per regolare e fare che non sia asciutto.
se non volete burro usate solo olio e viceversa :)
PROCEDIMENTO
• Tagliate fine la cipolla, quasi trita e tagliate il pollo o il tacchino a pezzetti di misura simile.
• Mescolare nella padella cipolla, cocco, curry e burro, con un poco di latte di cocco, facendone una specie di palla che si fonde assieme.
• Aggiungere il pollo o il tacchino tagliato e far insaporire bene, cuocendolo in superficie da ogni lato.
• Aggiungere sale, latte e un poco d'olio e coprire.
• Mescolare ogni tanto e verificare che resti morbido. Io a volte ci spruzzo del limone, ma è una variante osé.
• dopo 10 minuti è cotto, lasciar riposare, regolare di sale e di spezie.
servire caldo ma anche tiepido o freddo, con pane arabo o meglio con riso.
Attenzione che il curry sia buono, compratelo nei negozietti indiani che restano aperti anche la notte... magari mescolatene due tipi...
regge pure una variante mista gamberi e pollo, se siete fighi!
Ecco, aggiungo visto che me l'ero scordato nella corsa...
che leggere? in realtà essendo il piatto veloce e la serata in compagnia c'è poco da leggere, dopo, complice il vino, si va a dormire.
Inoltre ho letto dei racconti contemporanei indiani ma non me li ritrovo né a memoria né su anobi.
Ma racconti ci vogliono, brevi, da avvolgere in bocca in una foglia di curry e masticare. Poi il racconto breve lascia a volte il sapore lungo, come il curry, allora è buono.
Intanto vi dico questo perché Giovanni Ballati è un po' amico di internet ormai, e ha pubblicato sui ComicsWeb (anche sull'ultimo qui).
Altrimenti le Rose d'India (come quelle del Giappone ecc ecc) sono sempre interessanti, autrici presentate per Paese.
Ma mi è caro Kipling, la sua Jungla, Mowgli e Kim di cui leggevo soprattutto l'inizio, quel ragazzino a cavalcioni del cannone, che scostava le sacre vacche a calci.
E siccome ci sono i racconti indiani di Kipling ecco, quelli.
e così vi metto anche questa immagine dal blog caffè a colazione, con gli eroi delle nostre letture e Mowgli nudo e primo fra tutti (assieme a Kaa).
E allora anche un consiglio, il ragazzo selvaggio di Truffaut , un mowgli europeo, senza curry :)
Perché siamo dei selvaggi, e ci educhiamo per tutta una vita a scoprire altri mondi e civiltà... anche con il curry.
PS ma sui gusti e i piatti preferiti non mi dite niente?
martedì 21 giugno 2011
SFORMATI VERDI INVENTATI
questa è un'altra immagine rubata al mio tlog "caffè a colazione" (e intonata al verde di questa ricetta).
Ora continua a essere un tlog, ma è anche un libro, che raccoglie tanti disegni che hanno formato una specie di diario. Il libro mi piace com'è venuto, giusto di misura, comodo da impugnare, un po' morbido ma pesante di carta e di roba che ci sta dentro. Leggero da leggere, credo (lo trovate qui con sconto e dedica acquerellata).
"Avere un libro da scrivere è come avere un viaggio da fare"
Cito a memoria il romanzo La scoperta della lentezza di Sten Nadolny, che mi piacque assai negli anni 80 8a quelli risale l'edizione che mostro), e chissà adesso... ma poiché me lo ricordo bene, a sprazzi, credo di sì. Parla di un ragazzo che è troppo lento di riflessi, siamo alla fine del 700? Lui si imbarca lo stesso e diventa capitano, sfruttando questo suo handicap. Andrà poi verso il Polo. Scriverà anche (appunto, da ciò la frase).
Ma insomma un libro da fare è anche come cucinare, che si mettono assieme ingredienti anche diversi, ma bisogna che si accordino, che cuociano bene, che il sapore sia gradevole e un poco sorprendente.
Il libro l'ho fatto così, con ingredienti che erano venuti uno dopo l'altro, un giorno dopo l'altro. Inventato, ma stando attenta al sapore.
Così mi diverto a inventare ricette, con pezzetti di cose che mi piacciono.
Un giorno ne inventai una davvero buonissima, che vi racconterò. Di pesce. Da quella è nata questa, la sua sorella vegetariana.
Come un libro lascia spazio al lettore di completare l'opera, questa è una ricetta che non va scritta in modo univoco, è una ricetta che può insegnare a cucinare, un po' un trucco, un metodo... e poi sembrerà di stare su un balcone luminoso e fiorito.
Ecco, vi racconto la versione asparagi (le foto non sono abbastanza verdi, ma credetemi, lo sono decisamente), ma potete farla con tutte le verdure a foglia (biete, erbette, spinaci), ma anche con zucchine.
Cominciamo
INGREDIENTI (x6)
• 1 mazzo piccolo di asparagi (o mezzo grosso)
• qualche foglia di bieta (optional)
• uno o due spicchi d'aglio (se è fresco meglio ancora)
• 1 bella fetta di pane un po' raffermo (di segale viene una squisitezza, ma qualunque va bene)
• 1 uovo (variante con 2)
• sale, pepe,
• un pizzico di menta secca, prezzemolo...
• formaggio grattugiato, 2 cucchiai (a piacere)
• OPTIONAL 6 ovetti di quaglia
OCCORRENTE
sì, un occorrente ci vuole: gli stampi di budinetti in silicone, quelli sono comodissime e anche belli.
Poi tagliere, coltello, ciotolona, cucchiaio e padella. (può servire un frullatore a immersione, ma meglio di no)
PROCEDIMENTO
•Tagliare molto piccoli i gambi degli asparagi, escludendo la parte durissima (le punte, se son tanti, tenetele da parte e usatele altrove), e anche le biete e l'aglio.
• Buttate in padella con pochissimo olio e un pizzico di sale e fatte cuocere finché sono molto molto morbidi. Se non usate il frullatore devono essere davvero morbidi, per impastarsi bene, senza sciogliersi, se siete frettolosi usate poi il frullatore.
• mettete in una ciotola le verdure cotte (potete prepararle il giorno prima) e unite il pane sbriciolato (evitate la crosta se è dura), il giallo d'uovo, il formaggio grattugiato e gli aromi. Impastate bene con mestolo di legno, finché tutto è amalgamato, se serve aggiungete un cucchiaio di latte o acqua (volendo usate il frullatore, ma tutto diventa più liquido, tenetene conto).
• a parte montate a neve la chiara d'uovo ben sode.
• unitele all'impasto e lasciate riposare qualche minuto.
• versate negli stampi, non fino all'orlo, che gonfiano un poco.
• infornate in forno caldo (200 o poco meno) per 15 minuti (controllate prima), ma sotto tenete una piastra per evitare che brucino un po' come questi.
• sfornarli e toglierli dalle forme dopo poco:
• servire tiepidi o freddi; volendo adornare con l'ovetto di quaglia, che fa tanto nido.
CONSIGLIO, raddoppiate le dosi, si mangiano facilmente essendo assai leggeri (se non esagerate d'uovo e formaggio) e inoltre anche il giorno dopo vanno benissimo.
Poi fatene tutte le varianti, l'importante è mantenere un equilibrio delicato e usare verdure verdi e non pesanti... mmmm chissà come sono al pomodoro... mo' ci provo!
Ora continua a essere un tlog, ma è anche un libro, che raccoglie tanti disegni che hanno formato una specie di diario. Il libro mi piace com'è venuto, giusto di misura, comodo da impugnare, un po' morbido ma pesante di carta e di roba che ci sta dentro. Leggero da leggere, credo (lo trovate qui con sconto e dedica acquerellata).
"Avere un libro da scrivere è come avere un viaggio da fare"
Cito a memoria il romanzo La scoperta della lentezza di Sten Nadolny, che mi piacque assai negli anni 80 8a quelli risale l'edizione che mostro), e chissà adesso... ma poiché me lo ricordo bene, a sprazzi, credo di sì. Parla di un ragazzo che è troppo lento di riflessi, siamo alla fine del 700? Lui si imbarca lo stesso e diventa capitano, sfruttando questo suo handicap. Andrà poi verso il Polo. Scriverà anche (appunto, da ciò la frase).
Ma insomma un libro da fare è anche come cucinare, che si mettono assieme ingredienti anche diversi, ma bisogna che si accordino, che cuociano bene, che il sapore sia gradevole e un poco sorprendente.
Il libro l'ho fatto così, con ingredienti che erano venuti uno dopo l'altro, un giorno dopo l'altro. Inventato, ma stando attenta al sapore.
Così mi diverto a inventare ricette, con pezzetti di cose che mi piacciono.
Un giorno ne inventai una davvero buonissima, che vi racconterò. Di pesce. Da quella è nata questa, la sua sorella vegetariana.
Come un libro lascia spazio al lettore di completare l'opera, questa è una ricetta che non va scritta in modo univoco, è una ricetta che può insegnare a cucinare, un po' un trucco, un metodo... e poi sembrerà di stare su un balcone luminoso e fiorito.
Ecco, vi racconto la versione asparagi (le foto non sono abbastanza verdi, ma credetemi, lo sono decisamente), ma potete farla con tutte le verdure a foglia (biete, erbette, spinaci), ma anche con zucchine.
Cominciamo
INGREDIENTI (x6)
• 1 mazzo piccolo di asparagi (o mezzo grosso)
• qualche foglia di bieta (optional)
• uno o due spicchi d'aglio (se è fresco meglio ancora)
• 1 bella fetta di pane un po' raffermo (di segale viene una squisitezza, ma qualunque va bene)
• 1 uovo (variante con 2)
• sale, pepe,
• un pizzico di menta secca, prezzemolo...
• formaggio grattugiato, 2 cucchiai (a piacere)
• OPTIONAL 6 ovetti di quaglia
OCCORRENTE
sì, un occorrente ci vuole: gli stampi di budinetti in silicone, quelli sono comodissime e anche belli.
Poi tagliere, coltello, ciotolona, cucchiaio e padella. (può servire un frullatore a immersione, ma meglio di no)
PROCEDIMENTO
•Tagliare molto piccoli i gambi degli asparagi, escludendo la parte durissima (le punte, se son tanti, tenetele da parte e usatele altrove), e anche le biete e l'aglio.
• Buttate in padella con pochissimo olio e un pizzico di sale e fatte cuocere finché sono molto molto morbidi. Se non usate il frullatore devono essere davvero morbidi, per impastarsi bene, senza sciogliersi, se siete frettolosi usate poi il frullatore.
• mettete in una ciotola le verdure cotte (potete prepararle il giorno prima) e unite il pane sbriciolato (evitate la crosta se è dura), il giallo d'uovo, il formaggio grattugiato e gli aromi. Impastate bene con mestolo di legno, finché tutto è amalgamato, se serve aggiungete un cucchiaio di latte o acqua (volendo usate il frullatore, ma tutto diventa più liquido, tenetene conto).
• a parte montate a neve la chiara d'uovo ben sode.
• unitele all'impasto e lasciate riposare qualche minuto.
• versate negli stampi, non fino all'orlo, che gonfiano un poco.
• infornate in forno caldo (200 o poco meno) per 15 minuti (controllate prima), ma sotto tenete una piastra per evitare che brucino un po' come questi.
• sfornarli e toglierli dalle forme dopo poco:
• servire tiepidi o freddi; volendo adornare con l'ovetto di quaglia, che fa tanto nido.
CONSIGLIO, raddoppiate le dosi, si mangiano facilmente essendo assai leggeri (se non esagerate d'uovo e formaggio) e inoltre anche il giorno dopo vanno benissimo.
Poi fatene tutte le varianti, l'importante è mantenere un equilibrio delicato e usare verdure verdi e non pesanti... mmmm chissà come sono al pomodoro... mo' ci provo!
sabato 11 giugno 2011
RICETTA RACCONTATA: le polpette della zia Maria...
Questo è una ricetta vecchia, di famiglia e di riciclo, ma quello di una volta "famille nombreuse" (come cantavano i negresses vertes negli anni 90), quando essendo in tanti la carne rimasta dal bollito festivo, pur essendo parecchia, non bastava per tutti.
Allora il tocco di bollito (talvolta di arrosto) si tritava e unito ad altro, si riclava... magari erano i pezzetti meno appetitosi.
Questa ricetta non ha dosi, va di occhio e di polso. Siate intuitivi.
Vi passo il ricordo, che io non ho bollito da riciclare in questi giorni, ma ho trovato il foglietto con gli appunti e la foto della zia Maria.
Lei era nata negli anni 80, dell'800.
Qui trovate una storiella su di lei (e sulla pasta fagioli, di cui parlerò in altra occasione, ma sarebbe il periodo giusto per mangiare la pasta e fagioli con i fagioli freschi...).
Eccola in una foto del 1913 circa (visto che ha mio zio Cesco in braccio), lei ha circa 35 anni...
Ve la riporto da quello che mi ricordo di lei, parole dette (poi riprovate altre volte, dopo) e i suoi gesti.
Piccola, gobba, con un braccio bloccato ad angolo retto, si ricordava la contraerea della Prima Guerra Mondiale, dal conoscere un garibaldino arrivò a vedere la legge del divorzio e dell'aborto con una tranquillità indifferente e un po' di curiosità. Le piaceva, alla televisione, guardare la boxe, mentre i violini di Vivaldi le "grattavano la pancia" dando un po' di fastidio.
Qua ha 103 anni, un anno prima di morire, in ospizio, ancora molto lucida (con una ben più giovane vicina).
Questo era un piatto da casa, ma anche da osteria e questo tipo di polpette lo trovate amnche dalla "vedova", in realtà dal figlio della vedova (la figlia c'è sempre meno, troppo intelettuale per stare tra il vino), che in realtà si chiama "Alla Ca' D'Oro" a Venzia la vedete se scendete dal vaporetto della Ca' D'oro appunto (e chiude sempre ai festivi, ormai), il sapore delle polpette è simile, ma la forma no, che quelle dell'osteria che dico sono tonde e un poco piatte. Alla Vedova (donna dagli occhi chiarisismi e vaghi come solo certi veneziani da generazioni sanno avere) andava sempre Hugo Pratt, e anche la Mariolina (la Venxiana Stevenson) che ora ha un bel negozio d'abiti originali vicino San Cassiano, in una calletta...
Divago.
Torno alle polpette, con la zia Maria (sorella della mia nonna paterna), curva sul tavolo di cucina a impastare.
E ve le dico.
Ma attenzione: se non avete il tritacarne (che ricordo bene con la sua grossa spirale avvolgente all'interno e la manovella col capo in legno), dovrete trovare qualche soluzione, tritare a mano non è facile, ma certo avrete qualche robottino da cucina, che io non ho e odio, ma verrà il giorno in cui cederò...
POLPETTE RICICLATE (venete)
INGREDIENTI (le dosi fatevele voi)
• Bollito di manzo (quel che vi resta)
• Salame nostrano veneto (importante, è di quello a grana grossa, ma non eccessivo nel grasso, pepe, e HA L'AGLIO, sennò dovete aggiungere questo ingrediente). Dosi? mah... sarà la metà della carne...
• Pane secco o grattugiato OPPURE e anche meglio Patate lesse. A occhio, senza paura, ma nemmeno esagerando, o diventano crocchette di patate.
• prezzemolo (tritatelo) abbondante
• uovo 1, o più se la carne è tanta
• Pane grattugiato per panatura
PROCEDIMENTO
Tritate carne e salame insieme, mescolate bene, impastate con cura unendo le patate (o il pane appena inumidito, l'uovo battuto, il prezzemolo tritato. Sistemate di sale e pepe, ma dovrebbe già essere a posto.
Fatene delle polpette lunghe come un dito medio e più grossette, dei cilindretti che passerete nel pan grattto e poi friggerete in padella con olio ben caldo (si può farne la versione a immersione o rosolata), scolare bene (la carta del pane è la migliore) e mangiare calde, tiepide o anche fredde.
Contorni consigliati: melanzane al funghetto, patate in tecia, insalata... o anche niente... per melanzane e patate vi racconterò un'altra volta. E domani andiamo a votare sì sì sì sì.
eccovi squarci dell'osteria... magari una volta ci si incrocia là... :)
Allora il tocco di bollito (talvolta di arrosto) si tritava e unito ad altro, si riclava... magari erano i pezzetti meno appetitosi.
Questa ricetta non ha dosi, va di occhio e di polso. Siate intuitivi.
Vi passo il ricordo, che io non ho bollito da riciclare in questi giorni, ma ho trovato il foglietto con gli appunti e la foto della zia Maria.
Lei era nata negli anni 80, dell'800.
Qui trovate una storiella su di lei (e sulla pasta fagioli, di cui parlerò in altra occasione, ma sarebbe il periodo giusto per mangiare la pasta e fagioli con i fagioli freschi...).
Eccola in una foto del 1913 circa (visto che ha mio zio Cesco in braccio), lei ha circa 35 anni...
Ve la riporto da quello che mi ricordo di lei, parole dette (poi riprovate altre volte, dopo) e i suoi gesti.
Piccola, gobba, con un braccio bloccato ad angolo retto, si ricordava la contraerea della Prima Guerra Mondiale, dal conoscere un garibaldino arrivò a vedere la legge del divorzio e dell'aborto con una tranquillità indifferente e un po' di curiosità. Le piaceva, alla televisione, guardare la boxe, mentre i violini di Vivaldi le "grattavano la pancia" dando un po' di fastidio.
Qua ha 103 anni, un anno prima di morire, in ospizio, ancora molto lucida (con una ben più giovane vicina).
Questo era un piatto da casa, ma anche da osteria e questo tipo di polpette lo trovate amnche dalla "vedova", in realtà dal figlio della vedova (la figlia c'è sempre meno, troppo intelettuale per stare tra il vino), che in realtà si chiama "Alla Ca' D'Oro" a Venzia la vedete se scendete dal vaporetto della Ca' D'oro appunto (e chiude sempre ai festivi, ormai), il sapore delle polpette è simile, ma la forma no, che quelle dell'osteria che dico sono tonde e un poco piatte. Alla Vedova (donna dagli occhi chiarisismi e vaghi come solo certi veneziani da generazioni sanno avere) andava sempre Hugo Pratt, e anche la Mariolina (la Venxiana Stevenson) che ora ha un bel negozio d'abiti originali vicino San Cassiano, in una calletta...
Divago.
Torno alle polpette, con la zia Maria (sorella della mia nonna paterna), curva sul tavolo di cucina a impastare.
E ve le dico.
Ma attenzione: se non avete il tritacarne (che ricordo bene con la sua grossa spirale avvolgente all'interno e la manovella col capo in legno), dovrete trovare qualche soluzione, tritare a mano non è facile, ma certo avrete qualche robottino da cucina, che io non ho e odio, ma verrà il giorno in cui cederò...
POLPETTE RICICLATE (venete)
INGREDIENTI (le dosi fatevele voi)
• Bollito di manzo (quel che vi resta)
• Salame nostrano veneto (importante, è di quello a grana grossa, ma non eccessivo nel grasso, pepe, e HA L'AGLIO, sennò dovete aggiungere questo ingrediente). Dosi? mah... sarà la metà della carne...
• Pane secco o grattugiato OPPURE e anche meglio Patate lesse. A occhio, senza paura, ma nemmeno esagerando, o diventano crocchette di patate.
• prezzemolo (tritatelo) abbondante
• uovo 1, o più se la carne è tanta
• Pane grattugiato per panatura
PROCEDIMENTO
Tritate carne e salame insieme, mescolate bene, impastate con cura unendo le patate (o il pane appena inumidito, l'uovo battuto, il prezzemolo tritato. Sistemate di sale e pepe, ma dovrebbe già essere a posto.
Fatene delle polpette lunghe come un dito medio e più grossette, dei cilindretti che passerete nel pan grattto e poi friggerete in padella con olio ben caldo (si può farne la versione a immersione o rosolata), scolare bene (la carta del pane è la migliore) e mangiare calde, tiepide o anche fredde.
Contorni consigliati: melanzane al funghetto, patate in tecia, insalata... o anche niente... per melanzane e patate vi racconterò un'altra volta. E domani andiamo a votare sì sì sì sì.
eccovi squarci dell'osteria... magari una volta ci si incrocia là... :)
domenica 5 giugno 2011
POLPETTE E CILIEGIE
Ciliegie, due cose da dire: una tira l'altra e durano solo un mese o poco più.
Due buoni motivi per mangiarle.
E per mangiarli in modi diversi, non solo prese e staccate con un morso secco dal gambo.
Ma voi giocavate alle sfide con i gambi delle ciliegie, da piccoli?
Ognuno ne mangia una quantità, poi col proprio mucchietto, sceglie un gambo e lo impugna tra pollice e indice, alle due estremità, con le due mani.
Lo sfidante incrocia un suo gambo di ciliegia, ognuno tira a sé, uno dei due si spezza, il gioco continua. Un punto per chi rompe il gambo dell'avversario, il gambo si cambia quando si spezza. Alla fine si contano i punti...
Potete farlo anche con questa ricetta medio-orientale, buonissima e semplice (sennonché dovete snocciolare le ciliegie).
Nella tradizione italiana l'uso della frutta mescolata alla carne e ai piatti salati viene tutta da Oriente e dal bacino mediterraneo. A casa delle mie zie si faceva il pollo con le prugne (secche) o i famosi e triestini, gnocchi con le prugne che tra un mesetto vi insegnerò... poi l'uvetta e i pinoli nel saor e in molte ricette siciliane e del nostro sud. Arabi sulle coste e influenze dell'Est nella cultura mitteleuropea... È un sapore che amo e che cerco, spesso invano, nelle tajne marocchine o tunisine, sempre edulcorate nei ristoranti aperti in Italia.
x4 persone (anche 5)
POLPETTE ALLE CILIEGIE
ingredienti:
8 hg di ciliegie (anche un po' meno...)
1 cucchiaino di zucchero
1 limone
(volendo un poco di concentrato di pomodoro)
1 kg di carne (anche 8 hg) macinata fine, piuttosto magra. Manzo, se trovaste montone...
2 cucchiai di aromi: cannella, noci moscate, chiodi di garofano, spezie miste (coriandolo, curry, cumino...)
1 bel pizzico di sale
un cucchiaio di olio
Come vedete si tratta di una ricetta delicatissima, sia negli ingredienti che nella preparazione. Andrebbe mangiata con pane arabo, io la amo accompagnata dal riso bianco (magari basmati).
PREPARAZIONE
Snocciolate tutte le ciliegie, con l'apposito snocciolatore (che serve pure per le olive) o con un coltellino affilato, tagliandole a metà.
Ne bastano 8 hg, anche meno, ma a me piace che il sugo sia abbondante.
Nel frattempo impastate a lungo con le mani (a lungo, sì ho detto a lungo, fino a trasformare l'impasto in una crema) la carne trita, che avrete fatto passare nel tritacarne 3 volte, cui avrete unito il sale e le spezie.
A lungo.
Poi fatene delle polpettine piccole come una noce e mettetele a rosolare in una padella appena unta d'olio, in modo che diventino brune da tutte le parti (coprite così che buttino un poco d'acqua), ma veramente meno di 5 minuti.
Quando il sugo sarà ben cotto e condensato gettatevi dentro le polpettine col loro liquidino e lasciar cuocere ancora pochi minuti, in modo che i sapori si fondano.
Servire calde, da mettere il sugo e le polpette su mezzo pane arabo e mangiare così, a tartina, questa è la regola, io invece le mangio o con pane o accompagnate dal riso.
Gli amici, a meno che non odino l'agrodolce e affini, troveranno meraviglioso questo piatto, che ha la felicità di essere mangiato raramente, solo quando ci sono le ciliegie...
in realtà si potrebbero usare anche le ciliegie secche, rare da noi ma vendute in medio-oriente, ma perché perdere l'attesa che dura 11 mesi e ce le rende più preziose? Dovremmo mangiare di più i prodotti di stagione, non solo per questioni economiche e salutari, ma per avere dei cicli vitali anche nel gusto, e per gustare di più i piatti "rari" che non sono solo il caviale, ma anche fave o cachi...
ooooo! avevo dimenticato: il fumetto da leggere è appunto "Pollo alle prugne", sebbene io non sia un'adoratrice di Marjane Satrapi, trovo che sa raccontare bene, e pollo alle prugne non è un'opera eccezionale, ma una piacevolissima e sincera tranche de vie, che apre le teste alle varie abitudini. Se vi è piaciuto "Persepolis" e ne volete ancora il gusto, o senon lo avete letto e ne volete provare un assaggio.... restando in tema culinario ;) la Persia e l'oriente sono molto più vicini di quanto non pensiamo...
Due buoni motivi per mangiarle.
E per mangiarli in modi diversi, non solo prese e staccate con un morso secco dal gambo.
Ma voi giocavate alle sfide con i gambi delle ciliegie, da piccoli?
Ognuno ne mangia una quantità, poi col proprio mucchietto, sceglie un gambo e lo impugna tra pollice e indice, alle due estremità, con le due mani.
Lo sfidante incrocia un suo gambo di ciliegia, ognuno tira a sé, uno dei due si spezza, il gioco continua. Un punto per chi rompe il gambo dell'avversario, il gambo si cambia quando si spezza. Alla fine si contano i punti...
Potete farlo anche con questa ricetta medio-orientale, buonissima e semplice (sennonché dovete snocciolare le ciliegie).
Nella tradizione italiana l'uso della frutta mescolata alla carne e ai piatti salati viene tutta da Oriente e dal bacino mediterraneo. A casa delle mie zie si faceva il pollo con le prugne (secche) o i famosi e triestini, gnocchi con le prugne che tra un mesetto vi insegnerò... poi l'uvetta e i pinoli nel saor e in molte ricette siciliane e del nostro sud. Arabi sulle coste e influenze dell'Est nella cultura mitteleuropea... È un sapore che amo e che cerco, spesso invano, nelle tajne marocchine o tunisine, sempre edulcorate nei ristoranti aperti in Italia.
x4 persone (anche 5)
POLPETTE ALLE CILIEGIE
ingredienti:
8 hg di ciliegie (anche un po' meno...)
1 cucchiaino di zucchero
1 limone
(volendo un poco di concentrato di pomodoro)
1 kg di carne (anche 8 hg) macinata fine, piuttosto magra. Manzo, se trovaste montone...
2 cucchiai di aromi: cannella, noci moscate, chiodi di garofano, spezie miste (coriandolo, curry, cumino...)
1 bel pizzico di sale
un cucchiaio di olio
Come vedete si tratta di una ricetta delicatissima, sia negli ingredienti che nella preparazione. Andrebbe mangiata con pane arabo, io la amo accompagnata dal riso bianco (magari basmati).
PREPARAZIONE
Snocciolate tutte le ciliegie, con l'apposito snocciolatore (che serve pure per le olive) o con un coltellino affilato, tagliandole a metà.
Ne bastano 8 hg, anche meno, ma a me piace che il sugo sia abbondante.
Mettetele in una pentola (meglio antiaderente o di coccio), con un cucchiaino di zucchero e il succo di mezzo limone (o più, regolatevi sul vostro gusto e sulle ciliegie).
Aggiungete mezzo bicchiere d'acqua, coprite e portate a bollore, finché saranno cotte, quasi una marmellata non troppo dolce! Se preferite un gusto meno fruttato, aggiungete un po' di concentrato di pomodoro (io non lo uso, perché amo l'aroma delle ciliegie).Nel frattempo impastate a lungo con le mani (a lungo, sì ho detto a lungo, fino a trasformare l'impasto in una crema) la carne trita, che avrete fatto passare nel tritacarne 3 volte, cui avrete unito il sale e le spezie.
A lungo.
Poi fatene delle polpettine piccole come una noce e mettetele a rosolare in una padella appena unta d'olio, in modo che diventino brune da tutte le parti (coprite così che buttino un poco d'acqua), ma veramente meno di 5 minuti.
Quando il sugo sarà ben cotto e condensato gettatevi dentro le polpettine col loro liquidino e lasciar cuocere ancora pochi minuti, in modo che i sapori si fondano.
Servire calde, da mettere il sugo e le polpette su mezzo pane arabo e mangiare così, a tartina, questa è la regola, io invece le mangio o con pane o accompagnate dal riso.
Gli amici, a meno che non odino l'agrodolce e affini, troveranno meraviglioso questo piatto, che ha la felicità di essere mangiato raramente, solo quando ci sono le ciliegie...
in realtà si potrebbero usare anche le ciliegie secche, rare da noi ma vendute in medio-oriente, ma perché perdere l'attesa che dura 11 mesi e ce le rende più preziose? Dovremmo mangiare di più i prodotti di stagione, non solo per questioni economiche e salutari, ma per avere dei cicli vitali anche nel gusto, e per gustare di più i piatti "rari" che non sono solo il caviale, ma anche fave o cachi...
ooooo! avevo dimenticato: il fumetto da leggere è appunto "Pollo alle prugne", sebbene io non sia un'adoratrice di Marjane Satrapi, trovo che sa raccontare bene, e pollo alle prugne non è un'opera eccezionale, ma una piacevolissima e sincera tranche de vie, che apre le teste alle varie abitudini. Se vi è piaciuto "Persepolis" e ne volete ancora il gusto, o senon lo avete letto e ne volete provare un assaggio.... restando in tema culinario ;) la Persia e l'oriente sono molto più vicini di quanto non pensiamo...
Iscriviti a:
Post (Atom)


































