martedì 12 febbraio 2013

martedì grasso

serata di fritole e varie ricette che da domani posto (per le fritole cercate tra le primissime ricette regionali su questo blog)
buona fine di carnevale!

venerdì 1 febbraio 2013

Piccolo annuncio romano

Domani, sabato 2 febbraio, alle 16 libreria segni d'autore, via nomentana 159, Roma. Presento Hugo Pratt le lezioni perdute. Venite!Domani, sabato 2 febbraio, alle 16 libreria Segni d'Autore, via nomentana 159, Roma. Presento Hugo Pratt le lezioni perdute. Venite!

A chi viene la ricetta vera delle seppie al nero che piacevano a Hugo Pratt e tanti racconti inediti sui suoi consigli... 
Poi ho trovato il libretto originale del Graspo de Ua... dunque a presto il resto del menù!

lunedì 28 gennaio 2013

PRATT a Tavola - 2

È stato un evento memorabile.
 
La tavola attorno cui – al Graspo de Ua – ci siamo riuniti a ricordare e raccontare Hugo Pratt, vedeva presenti tutti i suoi principali allievi e compagni di disegno e avventura.
A presentare tutti l'instancabile Piero Zanotto (in piedi per più di due ore di incontro, instancabile anche in questo). Ecco gli altri da sinistra a destra: Guido Fuga, Alberto Ongaro, Laura Scarpa, Ivo Pavone, Stelio Fenzo, Lele Vianello.
@ Scuola di Fumetto, www.scuoladifumetto.com
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Ma tra il pubblico, oltre a giornalisti e amici fin dai tempi argentini, anche qualche "rivale" politico del '43 (con cui è nata un'amichevole disputa tra fascisti e partigiani).
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Poi disegnatori, sceneggiatori e persino Luigi Danesin, importante rappresentate della Massoneria e amico di Pratt.
Parlare del Maestro di Malamocco richiederebbe molti di questi incontri, e al Graspo de Ua già si prevede una rentrée con una forma diversa... e non solo ci sarebbe di parlare di Pratt, ma di quel periodo d'oro e di quel gruppo magico di ragazzi dell'Asso di Picche.
Il volume, edito da Mompacem, che ho scritto con la collaborazione di questi grandi compagni di viaggio presenti a Venezia quella sera, e altri che non erano lì, ma altrettanto importanti, come Milo Manara e José Muñoz, scopre proprio l'unicità dell'artista, ma anche la sua interazione con gli altri autori. Per saperne di più troverete anche un articolo su Scuola di Fumetto 86, in edicola in questi giorni.

Ecco dunque un po' di foto preziose, per l'assemblea di firme e personaggi di cui danno testimonianza.
Ma prima una curiosità.
Poiché Pratt era di casa al Graspo de Ua negli anni 70, il figlio del  padrone di allora se lo ricorda bene, ed è venuto con preziosi disegni e qualche ricordo.
Ecco i piatti che Pratt amava mangiare. Piatti semplici della cucina veneziana:
Nervetti
Milza
Coradea
Sarde in saor
Bigoi in salsa
Pasta e fasioi
Seppie al nero
e vino buono sì, ma senza cercare bottiglie d'annata... diviso sempre con un piccolo gruppo di amici, 5 o 6... e pagando con disegni, come facevano allora gli artisti a Venezia (prossimamente vi passo qualche ricetta).
Allora tutti a tavola con Hugo, dopo l'incontro.
@ Scuola di Fumetto, www.scuoladifumetto.com

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domenica 13 gennaio 2013

PRATT A TAVOLA!

Hugo Pratt era un gourmet.
Probabilmente era un goloso di vita. Di libri, di amori, di viaggi, di disegni e immagini, anche di cibo.
La pancia lo rivelava anche a chi, come me, non ci si è mai seduto a tavola assieme. Al massimo l'ho incrociato all'aperitivo da Harry's Bar. Era una volta che avevo fatto le due tavole pubblicate su Dedicated to Corto Maltese, e lui mi ringraziò.

Perché lo conoscevo, Pratt. Non posso dire "io lo conoscevo bene", ma mi fu maestro.
Da quando avevo 15 anni, fino penso ai 21, 22, gli feci vedere i miei disegni, i primi lavori.
Ricordo ogni frase che mi disse.

Per questo ho amato scrivere  il libro Hugo Pratt – le lezioni perdute. Le sue lezioni spesso oggi ci sembrano proprio andate perdute. Non solo quelle che teneva e che scrisse e disegnò, per la Escuela Panamericana de Arte a Buenos Aires. Ma non è così.
Quelle che diceva e mostrava ai giovani disegnatori che andavano da lui, come me, come Lele Vianello, come Milo Manara. Ma anche José Muñoz fu "allievo", anche Bacilieri e Stano hanno imparato dalla sua eccellenza (per usare le parole di Muñoz).
Anch'io avrei potuto imparare di più, certamente.
Ascoltavo i suoi elogi e i suoi rimproveri, sotto il suo sguardo ironico e che scavava imparavo un poco, i miei disegni avrebbero potuto essere più forti se avessi ascoltato di più. Con lui ho imparato di sicuro a leggere e a parlare di fumetto.
Ma non mi sono mai seduta con Pratt a una tavola dove ci fosse cibo, ho perduto il momento delle sue memorabili cantate all'Hotel Napoleon a Lucca, delle serate cucinando e raccontando a Malamocco o a Parigi.
La tavola cui sedevo, tranne qualche caffè veneziano, in piazza e piazzetta, era quella del suo studio, lui di là, nel lato in cui disegnava, io di qua. Pomeriggi invernali che rabbuiavano e Pratt diventava un'ombra nera che parlava di fumetti e libri e penne.
L'ho visto disegnare Leopardi, storia africana di Corto.
Ho letto alcuni libri che mi suggeriva, ho scritto appunti dopo che ero stata da lui.
Oggi ho rivisto le sue lezioni argentine, ho intervistato i suoi compagni di lavoro e i suoi seguaci, ho ricordato.
 
Giovedì' 17 sarò di nuovo a Venezia, la mia città dove tutto ha avuto origine, anche l'incontro con Pratt (a Malamocco, quella terra persa che ho rivisto andando a intervistare Lele Vianello, al piano terra della terrazza dove incontrai Hugo la prima volta, con Anna, Silvina e Giona, quello spazio di canne tra laguna e mare e avventura) l'incontro con il fumetto.


Giovedì 17 gennaio alle 18 ci sarà un grande incontro, in occasione della presentazione del libro, Piero Zanotto, grande giornalista del fumetto, ha organizzato assieme al Graspo de Ua (grande ristorante veneziano, di cui Pratt era un fedele frequentatore, tanto da avere un suo tavolo) un serata dove ci saranno tutti: Alberto Ongaro, Ivo Pavone, Stelio Fenzo, Lele Vianello, Guido Fuga, Mariolina... Piero Zanotto, io e anche il cibo e il vino, poi.
I disegni di Pratt, la sua presenza, tanti amici.
Non è solo per il libro, è nella speranza, soprattutto, che Venezia si ricordi del suo artista più nuovo e internazionale degli ultimi anni, che il comune o qualche sede artistica si faccia venire in mente uno spazio intelligente, colto e aperto al pubblico, che porti le immagini prattiane, i suoi viaggi, la sua cultura, ancora tra le calli.
E anche nelle osterie, perché no?
Perché dopo Canaletto, Tiziano, Tiepolo c'è stato anche Hugo Pratt.

Se ci siete passate, se non ci siete fate anche voi in modo che a Venezia se ne parli, di Pratt. O alzate un bicchiere tra le 18 e le 20, un vino buono per brindare al fumetto e a Hugo.

P.S. e poi vi racconterò il menù

lunedì 31 dicembre 2012

Finire e Ricominciare

Ero scomparsa... sì, lo ammetto, completamente scomparsa.

Solo da questo blog e quasi dall'altro: fumiefumetti. 
Fumiefumetti lo vorrei chiudere e convogliare tutto qui, parlando più anche di fumetti e giornaletti oltre che di cucina.
Ma intanto.
Intanto riprendo proprio con un piatto fatto ieri sera, tornando a casa con decisione improvvisa invece che mangiar fuori. E poiché sto anche traslocando avevo il frigo vuoto.
Restavano i vasetti di aromi, una mela morsa al mattino prima di uscire, e nascosto tra gli scaffali dei piatti, mezzo pacco di spaghetti (Garofalo, insomma di quelli buoni).
Il resto era carta, abiti e scatoloni.
Ah sì, nel frigo qualche marmellata, due spicchi d'aglio e una busta di formaggio grana.
Olio e sale stanno ancora fuori. Li lascerò nella casa, l'olio buono l'ho già portato nella nuova, è persino un olio fumettistico, ma di questo vi racconterò un'altra volta.

Quando nel 1978, o forse 77, Marta Sasiàn Alvarado, l'amica che avevo conosciuto dai miei cugini in Mexico, venne in Italia per imparare a fare le incisioni da cartamoneta alla zecca di Roma, salì a trovarmi a venezia.
Mentre preparavamo la pasta lei mi disse che un suo nuovo amico italiano le aveva insegnato che noi gli spaghetti li condiamo inventando sughi con quello che abbiamo in casa.
E così fu anche ieri sera.

Spaghetti alle mele e curry

Ingredienti (per persona)
100 gr. di spaghetti di qualità
1 mela renetta piccola
1 cucchiano abbondante di cyurry (dipende anche dalla sua forza)
1 spicchio d'aglio
poco olio d'oliva
sale q.b.

Procedimento
• Si taglia a fettine/pezzetti fini la mela sbucciata e la si mette in un pentolino con pocchissimo olio, l'aglio tagliato in due, il curry, un pizzico generoso di sale e mezzo bicchier d'acqua. (se volete aggiungete anche un pezzeto molto piccolo di zenzero)



• Si fa cuocere (aggiungendo acqua se serve) mentre si porta a ebolizzione l'acqua per la pasta.
• Quando bolle si sala l'acqua e si gettano gli spaghetti, cuocendoli al dente (nel frattempo la mela continua il suo corso).
• Scolare la pasta e ripassarla nella penstola in cui si è cotta, assieme alle mele e a un cucchiaio d'olio.

• Impiattare e completare con grana grattugiato. Mangiare colto caldo.

Servire , odorare, gustare... mangiare leggendosi un fumetto, o chiacchierando. Non sono d'accordo con Camilleri in questo: si mangia in compagnia e per la compagnia, i sapori sono importanti, ma vengono dopo un dialogo, un confronto, una distrazione, anche una discussione.
Se si è soli, tutti i dietologhi lo sconsigliano, ma io leggo, e amo se poi resta qualche piccolo punto giallo oro del curry...

Per questa volta  vi consiglio un fumetto coreano interessante, dove spesso mangiano, dove il cibo ha un senso come in molti romanzi giapponesi, Banana Yoshimoto in testa. Il cibo serve a comunicare a vari livelli.

Di Chaemin, Jumk Love, edito da Coconino.

Buon cenone o cenino di fine anno.
Io ricomincio ad esserci qua, ci si rivede presto!
Baci a tutti i simpatici!

martedì 6 novembre 2012

Ricette per fare libri

Leggere, ricordare, vivere, raccogliere, unire, condividere.
 Questa è la ricetta.


Ora che penso di chiudere il blogFumi e Fumetti  per non andar via di cervello e di concentrarmi su uno solo, questo, che riunisce le mie ricettine (latitano pure quelle in questo periodo) e le mie cose di fumetto... mo' dico, mi ritwittate, ribloggate, leggete fumi e fumetti?
Allora ecco, questo post lo posto qui e là e vediamo chi la vince! :D
Ma entro questa settimana vi parlerò anche della cena alla frutta (anche a Pratt piaceva cucinare per gli amici)
Ora vediamo... tanto ho trovato il mio salvatore che di web ci capisce.
Però visto che  l'avevo annunciato, ecco il mio libro su Pratt.

Hugo Pratt, le lezioni perdute, è edito dalla novella casa editrice Mompracem (sito ancora in costruzione), del gruppo LIT (per intenderci quelli di Elliot e di Arcana... che Elliot a me piace molto, ma Arcana può pure non esitere, che io potevo nascer sorda e mi andava bene lo stesso... musica xme niet).
Insomma il libro è uscito in gran bella compagnia.
A parte (e dico niente) la assai notevole autobiografia di Moebuis(Giraud), gli altri 2 libri usciti sono di 2 carisismi amici: Franco Saudelli (il suo Porfiri in versione completa) e Filippo Scòzzari con un'integrale di Suor Dentona, che è un personaggio che amo tanto che c'ho pure la giacca dipinta a mano dall'autore, tiè!
Ma tornando al mio, questo libro su Pratt è figo. Sì, ne vado orgogliosa, sebbene abbia scritto poi non tante parole. Perché ne ho unite e collegate e trovate tante, e le ho ben intrecciate con grandi immagini, che vengono in buona parte dalle schede, mai pubblicate in Italia, della Escuela Panamericana de Arte, i corsi per posta (un po' come faccio quelli per internet io), in copie anastatiche.

Ma poi sono sbucate fuori tante cose, attraverso i miei ricordi e quelli dei suoi amici, allievi, collaboratori.
Avendo cominciato io a causa di Pratt, e avendolo conosciuto a 15 anni (io) dopo la Ballata, e avendogli rotto le palle con i miei disegni e storie per vari anni, ho risvegliato ricordi e lezioni che ho percepito, che mi erano entrate (non molto sfruttate ahimè), che hanno fatto da collante alle parole e alle immagini dello stesso Pratt e degli altri. E sì, è ancora oggi un grande maestro, e sì, ci si commuove e si sente la forza che ha avuto qaundo, a 25 anni era già un eroe del fumetto argentino, come ce lo racconta José Muñoz a voce e in una storia a fumetti, disegnata con amore.
E ci sono molti spunti su cui sto soffermandomi, perché fare questo lavoro mi ha smosso memoria e pensieri... chissà se anche le mani. E non solo a disegnare...

Per dire, ho sempre pensato di fare una torta Cush, due sfoglie di sablé e in mezzo crema al tè e alla menta, qualche ritocco di cioccolato. Che ne dite? La provo a fare? Lui la menta la morde sempre... o sarà altro? Cush è un figlio di Caino, si trova hashish nel deserto?

martedì 23 ottobre 2012

animals: CASE DA TROVARE...

animals: CASE DA TROVARE...: Sempre nell'attesa, ancora rimandata, che ANIMAls ritorni, sotto altre pellacce, magari... Gli animali si sà, si mimetizzano. ANIMAls cerc...